OMTI presenta Macerata, una delle realtà più interessanti della costa adriatica, dotata di un prestigioso Tempio:

 

Macerata e l’omonimo Oriente sono ubicati nella valle del Potenza, in un centro medievale – intorno al v-vi sec – originato dalla ricerca di rifugio in collina, in occasione delle invasioni dei Goti, da parte degli abitanti di quell’insediamento che, tra il iii e il ii sec a.C, sorse sulle rive del fiume Potenza lungo la via Salaria Gallica; successivamente fu colonizzato dai Romani che lo denominarono Helvia Recina e, nel 205, Settimio Severo lo elevò al rango di ‘colonia’.

Nel 1290 sorse in Macerata, sotto la tutela del Comune, una scuola di diritto che, nonostante fosse retta da un maestro privato, godeva di egida comunale e aveva quindi carattere pubblico. Fu l’embrione dell’Università che sarà poi sancita con bolla papale del luglio 1540 con la quale Paolo III fondò in Macerata la Studium cujuscumque facultatis et scientiae licitae [...]


Giovanni Battista Arnone analizza questi due importanti concetti:

 

Queste due facoltà dell’intelletto e del comportamento umano vengono spesso accomunate: la stessa Grande Enciclopedia Treccani alla voce morale rinvia alla voce etica. La comprensione di questi significati non può essere così semplicistica.

In realtà una distinzione tra morale ed etica c’è e, secondo me, è necessaria. Il fine che esse perseguono è uno solo: il Bene. La Morale implica l’esistenza e il comportamento dell’uomo. Bisogna adottare comportamenti appropriati e giusti nella vita affinché si arrivi al Bene. La Morale è pratica, riguarda la prassi. La Morale determina le regole che ci dicono cosa fare e cosa non fare. La Morale divide le azioni in giuste e inique.

L’Etica, invece, fa riferimento ad una teoria o sistema che descrive ciò che è bene e, indirettamente, ciò che è male. L’Etica, quindi, riguarda la teoria. La Mitologia e la Teologia sono le più antiche fonti di etica, nonostante oggi si riporti la questione più spesso a sistemi filosofici.. [...]

Hermes ci propone quella che dovrebbe essere la corretta visione dell'incarico di MV:

 

Il Maestro Venerabile spesso viene considerato il più prestigioso dei ruoli a cui possa ambire un Libero Muratore. Tale convinzione, alquanto diffusa, tradisce una visione profana ed egoica della scala gerarchica massonica, che sovente viene vissuta alla stregua di una scalata ad una piramide aziendale e non come la rappresentazione dei gradi di sviluppo e di consapevolezza spirituale dell’essere umano. A mio parere tale carica, che, ricordo sommessamente, è semplicemente un “potere” conferito da uomini ad altri uomini, non è più importante di ogni “oggi”, di ogni istante della nostra vita quotidiana in cui noi Massoni siamo chiamati a esercitare un senso di impegno e responsabilità senza riserve. Per molti profani, ma ahimè anche per molti cosiddetti iniziati, il senso di responsabilità è solitamente annacquato, parcellizzato in quote o frazioni di colpa come in una constatazione assicurativa dopo un tamponamento o una collisione con un veicolo. [...]

Antonio Donato suggerisce una interessante ipotesi di derivazione della divinità Yahweh:

 

l Tetragrammaton (yhwh, in ebraico הוהי) rappresenta la sequenza di quattro lettere che compongono il nome ineffabile del Dio d’Israele. I possibili significati del suo nome sono molteplici: dal più tradizionale “Io sono colui che sono” a “colui che alita” (si pensi al demiurgo che si manifesta come un soffio di vento, il Ruah, in occasione del Diluvio Universale, al pari del dio sumerico Enlil nell’Epopea babilonese di Gilgameš). Tuttavia, l’interpretazione fornita dall’esegesi dell’Antico Testamento porta vari studiosi a ritenere che il significato più appropriato sia “Egli porta all’esistenza ciò che esiste”. Basandosi sulle consonanti ebraiche, la pronuncia del tetragramma potrebbe vibrare come “iave”, “iabe” o “Yahweh” da cui deriva il nome semitico corrispondente. Quest’ultimo è traslitterato anche in Jehovah o Geova, e si ipotizza sia una versione del dio dei Romani Giove, a sua volta variante latina della divinità apicale del pantheon greco Zeus. Andando ancora a ritroso, è ragionevole supporre che il nome Zeus provenga dal sanscrito Dyaus Pita, il cui significato è “Padre Celeste” [...]

Tages si addentra insieme a noi nella storia del manoscritto più famoso e ancor più enigmatico al mondo:

 

La figura dell’antiquario polacco Michał Wojnicz pare uscita da un romanzo d’altri tempi. Nacque nel 1865 a Grodno nell’allora Impero russo da una famiglia – secondo l’odierna geografia – polacco/lituana. Si unì ventenne a una organizzazione proletario-rivoluzionaria, ma fu arrestato nel 1886 dalla polizia zarista, incarcerato e spedito in Siberia a Tunka, vicino al lago Bajkal – sopra alla attuale Mongolia – a oltre 6.500km di distanza. Nel 1890, dopo una rocambolesca evasione, il Wojnicz riparò in Inghilterra dove assunse il nome di Wilfrid Michael Voynich. Sposatosi e raffreddati gli ‘eroici furori’ giovanili, il Nostro aprì una libreria antiquaria a Londra e – dopo circa dieci anni – un’altra a New York. Nel 1912, ormai quasi cinquantenne, durante un viaggio in Italia, a Villa Mondragone presso Frascati, il Voynich acquisì una collezione di libri antichi attingendo a un lotto inizialmente destinato alla Libreria Vaticana; l’interlocutore, di tutto rispetto, era Franz Xavier Wernz, all’epoca Preposito generale della Compagnia di Gesù.  [...]