Il direttore Luigi Pruneti - al Solstizio d’inverno -

fa il punto della situazione:

 

Siamo giunti al Solstizio d’inverno, al momento della rigenerazione della luce e – come promesso – Iside si presenta di nuovo ai lettori con il suo secondo numero. 
Il 24 giugno è ormai lontano e, nei mesi intercorsi fra l’Afelio e il Perielio, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano ha compiuto un lungo tratto di strada.
Ormai la Comunione conta quasi settanta Logge, le Case massoniche sono sorte un po’ in tutta Italia e un flusso continuo di Fratelli e di profani continua a battere alle porte dei nostri Templi. Inoltre sono stati sottoscritti protocolli d’intesa con il Rito di Misraïm e il Rito Scozzese Antico e Accettato e le Camere stanno muovendo i primi passi ovunque.

Tanto è stato costruito, grazie alla volontà e all’entusiasmo di tutti i Fratelli e le Sorelle; questo non toglie che vi sia ancora da percorrere un lungo cammino [ . . . ]

Il Reggente ci espone le origini, gli sviluppi e le applicazioni

del concetto di laicità :

 

Le origini del concetto di laicità vanno ricercate nella volontà di consentire la più ampia libertà di pensiero e la totale autonomia culturale, impedendo l’imposizione da parte del potere di “concezioni filosofiche, religiose e politiche proprie di particolari gruppi”. Questa scuola di pensiero “concessivista” risale all’Illuminismo e, attraverso rivisitazioni, mai galileiane, è giunta fina a noi. Nicola Abbagnano fu un eccellente teorico della laicità che considerava ispirata dai principi di Libertà, Pluralismo, Tolleranza e derivata dall’ipotesi che “non si può pretendere di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere”. La laicità rappresentava per il Maestro il postulato dell’autonomia delle attività umane che deve svolgersi secondo regole proprie non condizionate dall’esterno, un’autonomia, per altro, invocata da Karl Popper per il quale “il liberalismo non sogna un perfetto consenso delle opinioni, ma spera soltanto nella loro reciproca stimolazione e nel conseguente sviluppo delle idee”. [ . . . ]

Antonio Foccillo fornisce una prospettiva

attualizzata della Massoneria :

 

La convivenza civile è fatta di coesione, di rispetto dei valori e delle idee altrui e di solidarietà.

Purtroppo oggi nei rapporti sociali e civili prevale l’intolleranza che

— comunque si manifesti — non è accettabile e nel nostro Paese c’è e si vede in molte forme.

Se prevalesse questo sentimento, la conseguenza sarebbe un peggioramento complessivo della qualità della vita, in modo particolare perché sarebbe scardinato il sistema di solidarietà voluto anche dalla Costituzione.

Inoltre la crisi della legislazione nazionale, la logica del mercato, il dominio delle multinazionali, la svalutazione sociale del lavoro potrebbero convincere dell’impossibilità di migliorare proprio la qualità della vita degli individui ed il loro benessere sociale, morale, etico.
I nuovi ideali dominanti sono mancanza di etica, ricerca del profitto a tutti i costi,  [...]

David Lamantia parla del Sole, uno dei simboli

per noi più importanti:

 

Forse nessun simbolo è più antico di quello del sole, nessun simbolo ha per il Massone più significato. Chiamato samas dai Babilonesi, cioè garante della giustizia, elios dai Greci, dio fecondatore, come testimonia l’usanza antichissima del falò del solstizio estivo, le cui ceneri venivano sparse a fertilizzare i campi prima della nuova semina, immagine del bene e governatore del nostro destino secondo Platone, il sole veniva comunque considerato legame tra mondo sensibile e mondo soprasensibile, energia, che, emanata dall’Uno, s’incarnava nella materia e rendeva possibile per tutte le cose il ritorno all’essere, al Grande Architetto.

Aldilà della simbologia del solstizio e dell’equinozio, in effetti, anche nella Massoneria tutte le cose partono dall’Oriente, dalla sede naturale del sole, e – metaforicamente – attraverso i simboli disposti dietro gli scranni, si diffondono nel tempio. Infatti, il geroglifico più antico di questa stella è la ruota zodiacale [...]

Paolo Simone continua a parlare del Sole :

 

Mi affaccio al balcone di casa per osservare le foglie, rinsecchite e ingiallite, scivolare lievemente sopra invisibili tappeti d’aria. S’impone la leggiadra visione dell’autunno avanzato cui s’oppone la prosaica considerazione che sto assistendo ad un ciclico fenomeno naturale che la scienza definisce “apoptosi”.

Si tratta della morte programmata dei singoli elementi vegetali che costituiscono la chioma d’un albero, un “fine vita” indispensabile per la rigenerazione primaverile della maggior parte delle specie arboree.
Si fa sera. Il sole è scivolato al di sotto dell’orizzonte a occidente ed i primi puntini luminosi adornano il cielo imbrunito sfidando l’imperio dell’oscurità profonda. A nord distinguo le costellazioni di Cassiopea e dell’Orsa maggiore.

La mente, inebriata dall’irresistibile fascino del firmamento, mi fa regredire alla remota interpretazione dei popoli antichi, incapaci di comprendere che quelle stelle, facilmente riconoscibili, fossero tra loro vicine solo in virtù di un casuale ed effimero – su scale di tempo notevoli – effetto prospettico [...]

Giovanni Battista Arnone - in bilico fra filosofia

e psicanalisi - ci parla dello Spirito :

 

Molto tempo fa il culto, la ricerca dello Spirito era molto più presente nella vita quotidiana dell’uomo. Nell’antichità molta parte del proprio tempo veniva dedicata all’evoluzione della spiritualità, sia individuale sia di comunità. La nascita della spiritualità – o meglio della coscienza dello spirito – risale all’uomo di Neanderthal, 130.000/30.000 anni fa. Questi infatti fu il primo a sentire la necessità del culto dei morti con la sepoltura e l’ornamento delle tombe con fiori e oggetti cari al defunto. Ma cos’è lo Spirito? La complessità di tale domanda si capisce già da come gli antichi egizi classificassero lo spirito. Essi lo dividevano in sette parti: Khu (spirito), Ba (anima), Ka (il doppio), Sekhem (potere), Ab (sentimenti), Khaibit (l’ombra), Ren (nome), Khat (corpo fisico). Ognuna di queste parti ha un significato particolare che per questioni di spazio e di tempo non è opportuno ora affrontare; voglio solo specificare il significato del Ka perché è forse il più difficile da capire. Il Ka nel mondo fisico è in grado di conservare i ricordi e i sentimenti della vita terrena [...]